Gay & Bisex
Un piccolo favore (parte II)
02.08.2025 |
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"“Mi piace da impazzire!” dissi con convinzione “Adoro il cazzo nero… lo voglio… sfondatemi il culo…”..."
La mattina del giorno dopo, mentre facevo colazione prima di uscire da casa, ricevetti un messaggio da Kalidou. “Stasera da me alle nove. Non ci disturberà nessuno. Ho voglia di sfondarti ancora quel bel culo. Non puoi rifiutarti… ordine del tuo padrone nero”. “Non vedo l’ora di soddisfare ancora le tue voglie. Tutte.” risposi senza attendere nemmeno un minuto. La sua risposta non tardò ad arrivare “Brava la mia troia bianca sottomessa… Stasera ti userò come meriti… senza pietà per il tuo culo”.Passai la giornata pensando a quello che era successo la sera prima, e con in testa la voglia di ripetere l’esperienza e soddisfare ancora le voglie di Kalidou, questa volta senza interruzioni. Cercavo di immaginare per quanto mi avrebbe scopato se non fossimo stati interrotti: dopo avermi schizzato nel culo il suo secondo carico di sperma il suo cazzo era rimasto ancora durissimo. Dentro di me sapevo quindi che sarebbe stato molto impegnativo sottostare alle sue voglie, ma non vedevo l’ora di farmi scopare ancora da quello splendido cazzo nero.
La sera finalmente arrivò. Mi presentai a casa di Kalidou in perfetto orario, citofonando alle nove in punto. Lui mi aprì il portone, e arrivato al suo piano, trovai la porta di casa già aperta. Entrai chiudendola alle mie spalle e mi guardai intorno cercando Kalidou. Andai verso la camera da letto, e lo trovai seduto sul letto, a gambe larghe, che si menava lentamente il cazzo duro. “Ciao troia” disse Kalidou “Puntualissima… e io non vedevo l’ora che arrivassi”.
“Non potevo certo fare aspettare il mio padrone nero” risposi con un sorriso.
“Brava… E adesso spogliati” mi ordinò “e metti queste“, aggiunse lanciandomi un pacchetto.
Lo presi al volo, e vidi che conteneva un paio di autoreggenti nere a rete molto fina. Gli sorrisi, mi levai i pochi indumenti che avevo addosso, ed indossai quelle calze che erano della misura perfetta per le mie gambe magre e lunghe. Mi alzai e feci un paio di giri su me stesso, per mostrarmi a Kalidou e vedere cosa ne pensasse. Senza dire una parola, Kalidou si alzò dal letto, venne dietro di me e afferrò il mio culo con le sue grandi mani.
“Ti stanno divinamente” mi sussurrò “Mi eccitano da morire” aggiunse “e sai cosa vuol dire, vero troia bianca?”.
Annuii mordendomi un labbro, mentre le sue mani mi allargavano le natiche e il suo grosso cazzo si appoggiava nel solco.
“Sì che lo sai… E stasera non ci interromperà nessuno… e nessuno salverà il tuo culetto da troia bianca… te lo sfonderò a dovere…” mi sussurrò pieno di voglia.
“Non vedo l’ora” gli dissi girandomi e inginocchiandomi davanti al suo grosso uccello in piena erezione: durissimo e profumato ondeggiava invitante davanti a me. Guardandolo dal basso aprii la bocca, e Kalidou mi mise prontamente il grosso cazzo fra le labbra, iniziando a muoversi in modo deciso. Io misi le mani sui suoi glutei muscolosi, accompagnando il movimento del suo bacino mentre mi scopava la bocca.
“Così, brava troia” disse mentre cercava di capire quanto a fondo potesse spingere “Vedrai che imparerai a prenderlo tutto… tutto il cazzo nero del tuo padrone”.
Tenendomi ben salda la testa, mi spinse a fondo il cazzo, fino all’inizio della gola, quasi soffocandomi… Resistetti per un bel po’ di tempo con quel grosso affare quasi in gola, finché finalmente lo tirò fuori con la saliva che colava abbondante fuori dalla bocca.
Mi schiaffeggiò più volte con il cazzo durissimo, passandomelo poi sul viso. “Sei proprio una troia… la troia che cercavo…”. Gli sorrisi e gli baciai il cazzo.
“E allora sfondami come piace a te” gli dissi voglioso.
Mi prese per un braccio e mi fece sollevare, poi senza tanti complimenti mi spinse sul letto. Mi misi subito a pecora, mostrandogli il culo ben aperto, incorniciato dalle autoreggenti nere. Prima di andare da lui oltre ad aver fatto la solita pulizia profonda avevo anche usato il mio dildo per allenarlo ancora un po’, per arrivare pronto a resistere all’assalto di quel maschio nero voglioso.
Kalidou salì sul letto mettendosi dietro di me, e mi appoggiò il cazzo durissimo sul buchetto offerto. Iniziò a spingere deciso, e sentendo che il mio culo non opponeva più molta resistenza, affondò rapidamente il grosso cazzo nero fino alle palle.
Mi afferrò deciso per i fianchi iniziando a scoparmi, e dopo pochi colpi stava già sbattendomi con forza, facendo sobbalzare il mio corpo ad ogni spinta. Dovevo reggermi alla spalliera del letto per contrastare le potenti spinte del mio stallone, che evidentemente aveva ormai capito che poteva usarmi come più gli piaceva, e che finalmente aveva a disposizione la troia che desiderava.
“Ti piace il cazzo vero troia?” diceva quasi con rabbia, impegnato a spingere con forza nel mio culo.
“Oh sì… da morire…” ansimai mentre lui continuava a incularmi con un ritmo costante, pensando più a spingere forte che a fottermi veloce.
Il suo cazzo era durissimo, e affondava implacabile nel mio culo, strappandomi un gemito ad ogni spinta. Contrariamente alla sera prima, non sembrava certo che stesse per venire di lì a poco, anzi. Mi inculò per lunghi, intensi minuti, che sembravano interminabili, ed io ormai ero in sua balìa e mi godevo la monta intensa e perversa.
Il suono del citofono mi risvegliò da quella trance. Kalidou si fermò.
“Oh no, non rispondere, ti prego” lo implorai.
Lui invece mi sfilò dal culo il suo cazzo, e mi assestò una fortissima sculacciata che mi fece sobbalzare. “Non muoverti troia… è un ordine” mi intimò. Uscì dalla stanza, ed io, obbedendo al suo ordine, rimasi immobile sul letto, sperando che tornasse presto e ricominciasse da dove aveva interrotto.
Dopo momenti che mi parvero interminabili, finalmente la porta della stanza si aprì. Prima che potessi dire qualcosa, sentii una voce dire: “Hai ragione Kalidou, ha davvero un gran culo… le foto non gli rendono giustizia… E con quelle calze poi…”.
“Ma chi…” girai la testa, vedendo un altro maschio nero in compagnia di Kalidou, che iniziò rapidamente a levarsi di dosso i pochi indumenti estivi che aveva addosso.
“Alex, lui è Marcel… un mio carissimo amico” disse Kalidou. “Marcel, lui è Alex, la mia troia” aggiunse subito dopo, quasi con orgoglio.
Accennai a muovermi, ma Kalidou mi diede una sonora sculacciata. “Non ti avevo detto che non devi muoverti troia?” disse.
“Mmmmm…. Ubbidiente… ottimo” disse Marcel. “Però secondo me non ha il culo abbastanza rosso” aggiunse.
“Accomodati” disse Kalidou. “Sei il mio migliore amico… quel che è mio è tuo…”.
Sentii il materasso muoversi, segno che Marcel era salito sul letto, mettendosi dietro di me. Un attimo dopo, sentii una potente sculacciata: mi colpì con entrambe le mani sul culo, per poi afferrare le natiche con le sue mani forti e iniziare a massaggiarle.
“Proprio un gran bel culo” disse Marcel, allargandomi le chiappe. “E l’hai lavorato a dovere” aggiunse rivolto a Kalidou, appoggiandomi poi la cappella sul buco. Iniziò a spingere deciso, senza troppi complimenti, penetrandomi senza troppe remore, fino a piantarmelo tutto nel culo, strappandomi un rantolo. Sentii il suo grosso cazzo farsi strada e allargandomi ancora di più, segno che anche Marcel aveva un cazzo davvero grosso.
Si sistemò meglio dietro di me, e iniziò a muoversi sin da subito in maniera energica. Dopo due o tre affondi le spinte di Marcel erano già diventate potenti e veloci. Mi inculava forte per cinque o sei spinte, poi si fermava con il cazzo metà dentro, e mi assestava una forte sculacciata che mi faceva stringere il culo e sentire il suo grosso cazzo durissimo, ricominciando poi ad incularmi. La cosa si ripeté un po’ di volte, per lunghi, eccitantissimi minuti, finché Marcel non tirò fuori del tutto il cazzo dal mio culo e disse “Vedi? Ora sì che il culo è bello rosso… È così che deve essere il culo di una troia bianca”.
“Così è molto meglio in effetti…” disse Kalidou.
“Comunque ottima scelta” disse Marcel “Ha davvero un gran culo”.
“Goditelo…” disse Kalidou, mentre Marcel mi appoggiava sul culo ancora una volta il suo grosso uccello nero.
“Non me lo faccio certo ripetere” disse Marcel spingendo con un solo colpo il suo cazzo tutto nel culo, strappandomi un rantolo e facendomi inarcare. Iniziò a incularmi come un toro, spingendo con veemenza quell’enorme tronco di carne nel mio culo. Io mugolavo e gemevo, sentendo quella furia nera montarmi come un animale.
All’improvviso sentii le sue mani unite davanti alla mia bocca. “Zitta troia bianca, e goditi il cazzo del tuo padrone nero” disse Marcel continuando imperterrito a sbattermi senza pietà. Con le mani tirava all’indietro, facendomi inarcare la schiena e sporgere il culo ancora più all’indietro, e impedendomi di gridare come avrei voluto.
Spingeva con forza, con colpi potenti che scuotevano il mio corpo immobilizzato tra il suo bacino e le sue mani che tiravano all’indietro. “Te lo spacco questo culo… te lo spacco” ripeteva quasi a denti stretti mentre continuava come un toro a incularmi senza alcuna remora.
Me lo piantò con forza nel culo e mi lasciò andare la testa. “Ti piace il cazzo nero, vero troia?” disse Marcel.
“Da impazzire” mugolai, ansimando e cercando di riprendere fiato.
“Non ho sentito!” disse Marcel assestandomi l’ennesima sculacciata che mi faceva bruciare il culo.
“Mi piace da impazzire!” dissi con convinzione “Adoro il cazzo nero… lo voglio… sfondatemi il culo…”.
“Brava troia… il cazzo nero dà dipendenza sai?” disse Marcel voglioso. “Sarai accontentata” aggiunse “Ti sfonderemo il culo ogni volta che ne avremo voglia, vero Kalidou?”.
“Sicuramente” rispose Kalidou venendo sul letto e sedendosi davanti a me a gambe larghe, con il cazzo durissimo offerto alla mia bocca.
In un attimo lo presi fra le labbra iniziando avidamente a succhiarlo. Lui mi prese con fermezza la testa con le mani spingendola in basso, spingendo a fondo il suo cazzo.
“Dai Marcel, riempiamolo di cazzo” disse al suo amico, che non se lo fece certo ripetere.
Con un colpo deciso mi rimise nel culo il suo grosso cazzo, ricominciando a spingere con decisione. Erano spinte potenti e profonde, ed ogni volta che lui spingeva, il cazzo di Kalidou mi affondava nella bocca. Ero in balìa di quei grossi cazzi neri, e mi lasciai andare godendomi quella perversa scopata, lasciandomi usare per il loro ed il mio godimento.
Furono interminabili e meravigliosi minuti, durante i quali Marcel continuò a incularmi come un vero toro, mentre Kalidou si godeva la mia bocca senza nemmeno doversi muovere. Finché Marcel non mi diede un’ultima energica spinta, piantandomi a fondo il suo splendido cazzo.
“Dai Kalidou…. Inondiamo questa puttana” disse sfilandomelo dal culo.
Kalidou mi tolse il cazzo dalla bocca, si alzò dal letto e prendendomi per un braccio mi fece mettere in ginocchio davanti a lui e a Marcel che si stava menando il grosso cazzo che sembrava sul punto di esplodere. Anche Kalidou iniziò a segarsi velocemente, ed io dal basso vedevo i loro grossi cazzi puntati verso di me, grossi, venosi, pulsanti.
“Sei pronto Marcel?” disse Kalidou al suo amico.
“Riempiamo di sborra questa puttana…” rispose Marcel.
Un attimo dopo, i due grossi cazzi iniziarono a schizzare fiotti di sperma bollente, colpendomi il viso con schizzi abbondanti e profumati. In pochi secondi quei due cazzi mi schizzarono in faccia quattro o cinque fiotti copiosi a testa, che mi inondarono il naso, le guance, le labbra dell’eccitante contenuto dei loro coglioni.
Dopo che l’ondata di piena fu passata, afferrai i loro cazzi iniziando a segarli lentamente, guardando i due maschi dal basso e sorridendo, con il viso fradicio di sborra.
“Cazzo che troia Kalidou” disse Marcel riprendendo fiato.
“Te l’ho detto che era perfetta per noi” gli rispose sorridendo Kalidou. “Ripulisci i cazzi dei tuoi padroni neri” mi ordinò poi.
Non me lo feci ripetere ed iniziai a spompinarli e a succhiarli lentamente, uno alla volta. Alternavo leccate decise ai due splendidi membri che ancora pulsavano per l’abbondante sborrata, ripulendoli da ogni goccia di sperma.
“È proprio una brava troietta bianca” disse Marcel.
“Te l’avevo detto” disse Kalidou prendendo il suo smartphone. “E ne è convinto anche Danny, sai?” disse sorridendo.
Io smisi di segare i due grossi cazzi, un po’ spiazzato da quella affermazione.
“Ti ha risposto?” chiese Marcel.
“Sì, guarda” rispose Kalidou porgendo il telefono all’amico, mentre io in ginocchio davanti a loro continuavo a tenere fra le mani i loro cazzi.
“Gran culo… e lo prende davvero bene… Marcel è sempre un maestro” lesse Marcel ad alta voce.
“Sai troia” disse Marcel lasciando il telefono e guardandomi, “Kalidou ha mandato al nostro amico Danny un video fatto mentre prima ti sfondavo il culo… Come hai sentito sembra gli sia piaciuto molto… Domani avrai un altro grosso cazzo nero da soddisfare” aggiunse.
“Tre padroni neri per la troia bianca… vedrai che ci divertiremo…” disse Kalidou con un sorriso.
Non vedevo l’ora.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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